Tasse Dubai italiani: molti credono che trasferirsi negli Emirati significhi automaticamente non pagare più tasse. In realtà, il tema centrale non è “zero tax”, ma costruire una residenza fiscale reale, coerente e difendibile anche davanti al fisco italiano.
Dubai continua ad attirare imprenditori, consulenti, trader, freelance e società italiane grazie ad assenza di IRPEF personale, fiscalità competitiva, corporate tax ridotta e ambiente internazionale. Tuttavia, senza struttura corretta, presenza reale e sostanza economica concreta, esistono rischi fiscali importanti come esterovestizione, stabile organizzazione occulta e contestazioni sulla residenza fiscale.
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Uno dei principali motivi per cui molti italiani scelgono Dubai è la fiscalità molto più favorevole rispetto all’Italia. Negli Emirati Arabi Uniti non esiste una tassa personale progressiva sul reddito come l’IRPEF italiana.
Tuttavia, questo non significa automaticamente “nessuna tassa”. Esistono infatti corporate tax, VAT locale, obblighi societari e regole internazionali da rispettare.
| Tipo di imposta | Dubai / UAE | Italia |
|---|---|---|
| IRPEF personale | 0% | Fino al 43% |
| Corporate Tax | 9% | 24% + IRAP |
| IVA / VAT | 5% | 22% |
| Dividendi personali | Generalmente esenti | Tassati |
Dal 2023 gli Emirati Arabi Uniti hanno introdotto una Corporate Tax del 9% per alcune attività societarie.
La tassa si applica generalmente agli utili superiori a 375.000 AED, ma esistono eccezioni e differenze tra Mainland, Free Zone e Offshore.
Molte Free Zone permettono ancora importanti vantaggi fiscali, soprattutto per attività internazionali, consulenza, trading estero e servizi digitali.
Uno degli aspetti più delicati riguarda il rischio di esterovestizione societaria.
Il fisco italiano può contestare una società estera quando ritiene che la gestione reale dell’attività avvenga ancora in Italia.
Un altro tema molto importante riguarda la stabile organizzazione occulta.
Se un business estero opera di fatto dall’Italia, con struttura operativa italiana, dipendenti o attività continuativa nel territorio italiano, il fisco potrebbe considerare l’attività fiscalmente residente in Italia.
Dubai può essere estremamente conveniente per imprenditori, professionisti e società che costruiscono una struttura internazionale reale.
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Dubai non applica IRPEF personale come in Italia, ma esistono corporate tax, VAT e regole fiscali internazionali da rispettare.
No. Il fisco italiano valuta anche presenza reale, gestione operativa e centro degli interessi.
È una contestazione fiscale che può avvenire quando una società estera viene gestita di fatto dall’Italia.
Per molti imprenditori sì, soprattutto per fiscalità competitiva, business internazionale e struttura più efficiente.
No. Dipende dal tipo di attività, struttura societaria e requisiti specifici delle Free Zone o Mainland.
Ogni situazione fiscale è diversa. Analizziamo business, clienti, residenza fiscale e struttura societaria per capire se Dubai è davvero conveniente nel tuo caso.
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Aprire Società a Dubai offre supporto e guida pratica per imprenditori, freelance e professionisti italiani che vogliono aprire società e ottenere residenza a Dubai in modo semplice, veloce e legale.
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